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ALESSANDRA NOVAGA

I should Have Been a Gardener


4 settembre ore 22


 
 
 

 

I Should Have Been a Gardener è un lavoro totalmente ispirato a Derek Jarman, ai suoi diari, al suo giardino, alla sua vita, alla grande influenza che ha avuto sulla cultura degli anni 80’ e 90’. E’ un ritratto dell’uomo ispirato dalla vita, dalla morte, dall’impegno politico e dal giardino, un affresco composto dalla musica che Jarman amava e ascoltava, come The Wound Dresser di John Adams, dalla musica su cui ha lavorato, come It’s a Sin dei Pet Shop Boys, e da quelle che la musicista ha composto dopo un lungo viaggio interiore nel mondo del regista inglese.
Suono e silenzio lavorano insieme, la musica cerca redenzione e purificazione in un’atmosfera viva e malata allo stesso tempo, come il suo giardino a Prospect Cottage, un luogo magico dove i coloratissimi fiori che sbocciano tra i ciottoli e le croci costruite con i ferri arrugginiti lasciati dal mare sulla spiaggia, convivono tra il mare e una centrale nucleare all’orizzonte.
Nel luglio del 2020 è stato pubblicato da Die Schachtel.


ALESSANDRA NOVAGA  è una chitarrista con una solida formazione classica conclusa alla Musikhochschule di Basilea dove ha studiato con Oscar Ghiglia. Dopo molti anni trascorsi esclusivamente in ambito classico il suo corso artistico ha effettuato una svolta che l’ha portata a esplorare e a frequentare solo i territori della sperimentazione, della composizione e dell’improvvisazione ridisegnando così il suo rapporto con il suono e la performance. Ha suonato in Festival come Angelica (Bologna), Donaueschinger Musiktage, Himera Festivaali (Turku FN), All Frontiers, Festival dei Due Mondi (Spoleto) e ha presentato i suoi progetti in Europa e negli Stati Uniti. Tra gli altri spazi, Area Sismica (Forlì), Cafè OTO, Hundred Years Gallery (Londra), Quiet Cue (Berlino), O’ e Standards (Milano), e a New York, St. Mark’s Church (IAP, Ontological Hysteric Theatre), Silent Barn, Spectrum, Zebulon e Transient Series. E’ la prima e unica chitarrista in Italia a suonare l’integrale di The Book of Heads di John Zorn. Suona spesso in solo ma le sue collaborazioni passate e correnti includono artisti come Elliott Sharp, Stefano Pilia, Andrea Centazzo, Massimo Falascone, Gianni Mimmo, Patrizia Oliva.